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Sorveglianza Sanitaria Obbligatoria: Tutto ciò che devi sapere

Il medico competente è il professionista designato dal Datore di Lavoro nelle situazioni in cui l’azienda è soggetta all’obbligo di sorveglianza sanitaria. Ma che cosa implica esattamente la sorveglianza sanitaria? Quando diventa obbligatoria? Quali sono i suoi contenuti? Come viene condotta? E quali sono gli obblighi e i diritti dei lavoratori in merito? Troverai risposte a queste domande nell’articolo seguente, con un focus particolare sulla relazione sanitaria annuale

Secondo il Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro, la sorveglianza sanitaria è definita come un insieme di procedure mediche mirate a salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori, considerando i rischi professionali legati all’ambiente lavorativo e alle mansioni svolte. In breve, si tratta di un’attività normativamente prevista per prevenire le malattie professionali attraverso visite mediche, test e analisi di laboratorio. Il Decreto 81, Sezione V, articoli da 38 a 42, ne regola gli aspetti procedurali, le responsabilità e i casi di obbligatorietà.

La responsabilità della sorveglianza sanitaria è affidata al medico competente, un professionista laureato in medicina del lavoro designato dal Datore di Lavoro per supervisionare le procedure e gli esami necessari. Questo medico ha il compito di valutare l’idoneità dei lavoratori in base alle loro mansioni, fornendo un giudizio sulla loro salute.

La sorveglianza sanitaria è obbligatoria nei casi specificamente indicati dalla normativa vigente (che verranno elencati di seguito) e quando il medico competente ritiene che la sorveglianza sia correlata ai rischi professionali, anche se non obbligatoria, su richiesta del lavoratore.

In base alla normativa vigente la sorveglianza obbligatoria è prevista nei seguenti casi:

  • videoterminali
  • movimentazione manuale dei carichi
  • rischi specifici (rumore, vibrazioni, agenti fisici, radiazioni ottiche, campi elettromagnetici, agenti cancerogeni, agenti chimici, amianto, ecc.)
  • lavoro notturno
  • lavoratori disabili
  • lavoratrici in gravidanza.

Il datore di lavoro è quindi tenuto a sottoporre a sorveglianza sanitaria obbligatoria tutti i lavoratori o gli individui che svolgono attività all’interno della sua organizzazione e che sono equiparati ai lavoratori secondo quanto stabilito dal D.lgs 81 (vedi articolo di approfondimento su chi sono i “lavoratori“).

La sorveglianza sanitaria prevede visite mediche che vengono effettuate durante tutto il rapporto di lavoro. I casi sono stabiliti nell’articolo 41 comma 2 del D.lgs 81/08 e includono la visita preventiva, una visita periodica, le visite straordinarie, la vista alla cessazione del rapporto di lavoro o in caso di rientro dopo lunghe assenze.

Tutte le visite mediche includono esami e indagini diagnostiche considerate necessarie dal medico competente in relazione ai rischi specifici. In occasione delle visite sanitarie il medico competente provvede a compilare una cartella sanitaria per ogni lavoratore e che deve essere sempre aggiornata e correttamente conservata. La cartella sanitaria è coperta dal segreto professionale.